Che le aziende abruzzesi siano fortemente orientate ai mercati internazionali è ormai noto, i numeri continuano a dimostrarlo: la Germania resta il mercato estero per antonomasia, molto interessante è il sostanziale incremento di fatturato avuto con gli Usa, Canada, seguita da Svizzera e Inghilterra (fonte: Qualivita).

 

Colline Teramane è impegnata da tempo, insieme a tutto il sistema vinicolo abruzzese, ad incrementare la percezione qualitativa della sua principale denominazione: il Montepulciano d’Abruzzo. Impegno confermato dal seguente dato: il Montepulciano d’Abruzzo è nei primi tre posti della classifica di vendita nella grande distribuzione organizzata.

 

Il Consorzio Colline Teramane, negli ultimi due anni, ha investito in particolare nella promozione del mercato Usa, la finalità è di far conoscere il Colline Teramane docg come vino di indiscussa qualità.

 

A tal proposito ci avvarremo del parere di professionisti e amici del Consorzio Colline Teramane, per avere il loro competente punto di vista.

Oggi chiediamo un parere a Michéle Shah, consulente di marketing e critica di vini, specializzata nella promozione di vini italiani e ‘food’ Italiano sui mercati export, selezione buyers e organizzazione eventi con degustazioni e convegni.

 

“Michéle, il tuo lavoro ti porta quotidianamente a confrontarti con giornalisti e operatori del mercato vinicolo di tutto il mondo. Come è cambiata la percezione del vino abruzzese in Europa e negli Usa?

In particolare, puoi fornire alcune informazioni sulla diffusione del Montepulciano d’Abruzzo sul mercato statunitense?”

 

Affinché l’Abruzzo emerga come una regione di qualità alla stregua di Toscana o il Piemonte, è necessario promuovere, a livello internazionale, con più forza le aziende vinicole che oggi producono qualità. Sono diverse le aziende vinicole che ho conosciuto in questi ultimi anni che fanno un Montepulciano d’Abruzzo di alto e altissimo livello.  Il Montepulciano d’Abruzzo e le sue zone di produzione hanno tutte le qualità necessarie come: biodiversità, sostenibilità, tradizione per produrre qualità che si possono qualificare tra i migliori vini in Italia. C’è solo bisogno di una migliore unione, collaborazione e condivisione tra i produttori, oltre che una promozione più efficace e continuativa.  L’Abruzzo sta solo iniziando a sfruttare il suo potenziale promuovendo il suo turismo (e anche wine-tourism), che ha molto da offrire.

 

I mercati esteri in molti casi ancora diversificano tra un Montepulciano d’Abruzzo di interesse per volume e basso prezzo e un Montepulciano d’Abruzzo di qualità.  Mercati ‘maturi’ come quelli Europei e quello degli USA conoscono bene nomi illustri come Pepe, Illuminati, Masciarelli e Valentini, aziende importanti che fanno da porta bandiera all’estero per questo vino.  Non conoscono ancora con cognizione il potenziale di tante altre realtà che producono Montepulciano d’Abruzzo di ottima qualità.

 

Oggi piccoli e medi importatori hanno bisogno di conoscere chi fa ottimi Montepulciano d’Abruzzo a prezzi ragionevoli con alta qualità. I produttori se vogliono stare in questi mercati possono seguire quelle che sono le tendenze del momento, cioè vini bevibili, eleganti, vini più esili che si fanno bere con più facilità, ma senza dover rinunciare alla propria identità e qualità. Anche un vino come il Montepulciano d’Abruzzo, di grande struttura e longevità, può ottenere caratteristiche simili. Questo discorso è sicuramente valido per i mercati europei, negli USA, molto apprezzati sono anche vini di struttura importante e imponente, e qui per la sua grande struttura il Montepulciano d’Abruzzo può fare da leone.